ELena Rapisardi Personal website HomePage

WE DESIGN

Meaning.

NOT

Messages.

La nostra idea di comunicazione

Comunicare non è semplificare. È trovare la struttura che ‘regge’ il contenuto — e darle forma attraverso linguaggio, immagini, colori, ritmo.

Lavoriamo all’intersezione tra pensiero e rappresentazione. Ogni progetto inizia con una domanda: qual è il significato che deve passare?
Tutto il resto — il layout, la palette, il testo, il codice — è la risposta a quella domanda.


Non cerchiamo lo stupore. Cerchiamo la coerenza che, quando funziona, produce qualcosa di raro: senso e bellezza insieme.

i nostri servizi

Ogni servizio nasce dalla stessa radice: struttura e creatività non sono opposti. Sono la stessa cosa, vista da angolazioni diverse.

Narrative Slide Design

Progettiamo o riprogetttiamo presentazioni come sistemi narrativi — struttura, layout, contenuti, grafica.
Non slide più belle: slide che pensano.

Science narratives

Traduciamo la complessità della ricerca in contenuti che comunicano senza tradire. Chiari, coinvolgenti, accurati. Perché la scienza merita lettori, non solo colleghi.

Presentation Coaching

Workshop su slide design, voce e presenza. Per presentare in pubblico con autenticità — non con la maschera del "comunicatore efficace".

Micro learning Design

Format brevi pensati per trasferire sapere e conoscenza in modo che restino. Perché imparare non deve annoiare, deve accendere una scintilla.

The Studio

Chi Sono

Mi chiamo Elena Rapisardi. Lavoro sulla comunicazione da vent’anni — ma il modo in cui la intendo non è cambiato: cerco sempre la struttura sottostante, quella che regge il contenuto prima ancora che il contenuto prenda forma.

Non separo il visivo dal concettuale. Per me scegliere un font o definire una palette è lo stesso tipo di atto che scrivere un testo: un gesto che deve esprimere qualcosa, non decorare qualcosa. Quello che mi muove, alla fine, è semplice: creare qualcosa che abbia un’armonia sua, che dia a chi lo incontra un attimo di benessere — intellettuale, visivo, emotivo. Non è detto che ci riesca sempre. Ma è sempre quello che cerco.

Silicon Partners

Lavoro con l’AI come controparte creativa — non come strumento da “usare”, ma come interlocutore con cui pensare ad alta voce. È una delle cose più interessanti che mi siano capitate professionalmente.

Uso istanze configurate di GPT, Claude, Gemini e Mistral — ognuna con un file di configurazione specifico che le assegna voce, ruolo e contesto nel progetto. Non sono strumenti intercambiabili: sono interlocutori con caratteristiche specifiche, che uso in fasi diverse del processo creativo e tecnico.
Il confine tra ‘usare l’AI’ e ‘collaborare con l’AI’ è esattamente lì — nel momento in cui smetti di dare comandi e cominci a interagire in modo dialogico.