Nella storia dell’entertainment nazionale, l’anno 2000 rimarrà negli annali per il primo reality show, ovvero Grande Fratello. Quell’anno fu importante anche per la storia del web italiano: per la prima volta il web entrava in televisione e diventava un vero e proprio canale di comunicazione.

Nel 2001 ebbi l’opportunità di iniziare a lavorare per Endemol Italia, allora Aran Endemol. Avevano bisogno di un responsabile del sito, e grazie a qualche conoscenza arrivarono a me, che di internet cominciavo a masticare qualcosa e avevo esperienza di  gestione e realizzazione di progetti multimediali  e quindi di come organizzare contenuti in un nuovo linguaggio.

Ora, dopo diversi anni, posso confessare che l’impatto fu un po’ uno shock. Per me che arrivavo da progetti di ricerca sulle politiche del lavoro [gender equality, flessibilità, organizzazione del lavoro, impatto delle nuove tecnologie…..] era come svegliarsi su un altro pianeta. E la casa di Grande Fratello ebbe l’effetto di un viaggio a velocità interstellare verso il pianeta dell’intrattenimento e della TELEVISIONE, dove mi sentivo veramente un pesce fuor d’acqua.

Non racconterò di tanti aneddoti e di tante storie (positive e negative) che in quei tre anni ho vissuto o alle quali ho assistito come spettatrice, per quello sarebbe meglio scrivere un romanzo breve. Vorrei invece raccontare cosa ho imparato da quella esperienza al Dipartimento Internet di Endemol Italia.

Il mio ruolo era quello di responsabile del sito: dalle fasi di realizzazione alla gestione della redazione che per tre mesi pubblicava ogni dieci minuti un articolo, un video, una foto. Noi, “quelli di Internet” eravamo l’ultima ruota del carro e forse anche ritenuti un po’ pericolosi, perché con internet, in pochi minuti sei online e quindi puoi fare e dire tutto ciò che vuoi. Devo ringraziare le persone che hanno fatto parte di quella prima redazione: persone competenti e persone alla loro prima esperienza, che per tre mesi hanno lavorato senza sosta e con entusiasmo in turni 6×6, in un container a Cinecittà. Ed è grazie a loro che il sito è stato uno dei siti più visti dell’anno. Grazie alla loro creatività e fantasia riuscivano a scrivere anche del nulla, anche quando i «ragazzi» della casa dormivano. Grazie sul serio.Mi avete insegnato tutti qualcosa, anche che il “capo” si prende in giro e deve esserne paradossalmente contento.

Così, forte delle competenze acquisite nel campo dell’organizzazione del lavoro come ricercatrice della Fondazione Seveso, riuscii a gestire un progetto complesso con attori eterogenei: il produttore televisivo Endemol e tutto lo staff della produzione, la produzione Mediaset, i service, gli investitori, i giornalisti, i tecnici….
Ho imparato come funziona un Content Management System, cos’è un video server, come diversificare i contenuti di un programma per i diversi canali (web, pay-tv, telefonia mobile e fissa), come si gestiscono i diritti per ogni canale, cos’è una redazione e come funziona, chi sono gli utenti, cosa vogliono e quanto siano disposti a produrre contenuti. Sì perché già allora era nell’aria la possibilità di coinvolgere gli utenti nella produzione di contenuti. Oggi sembra quasi banale e scontato, ma allora no. E non c’erano nemmeno tutti gli strumenti del web 2.0 per farlo. Oggi un sito del genere si potrebbe fare quasi a costo zero, ma questa è un altra storia.

 

Grande Fratello è stato il progetto più noto, ma ci sono stati Operazione Trionfo e il Canale Soap [oggi completamente cambiato]

Questa era l'HomePage di Operazione Trionfo. I redattori l'avevano un po' modificata per farmi uno scherzo.

Ma il mio preferito è Survivor. La trasmissione non ebbe il successo sperato, ma il sito aveva circa cinquemila utenti affezionati ed era costruito con un’architettura dei contenuti originale, ideata pensando alla «Morfologia della fiaba di Propp».

Purtroppo questo è l'unico screenshot che sono riuscita a recuperare di questo sito.

Pensai che ogni articolo potesse appartenere a determinate categorie, che evocavano le funzioni della fiaba di Propp. Mediadigit, su mia indicazione, realizzò il CMS del sito con una funzionalità che permetteva di associare un articolo ad una o più categorie.
In realtà erano quelli che oggi chiameremmo tag. E di questa intuizione devo ringraziare Valeria La Via, abilissima psicologa e ricercatrice, con la quale avevo lavorato anni prima, e che mi aveva insegnato a classificare le verbalizzazioni degli intervistati per concetti chiave. Un metodo prezioso.

Tra tutti i progetti www.survivor.it è stato quello che più mi ha insegnato sulla struttura di un sito web, sulle architetture, dove la mia conoscenza della letteratura e della sociologia della letteratura trovarono un habitat favorevole. Misi insieme Propp, Internet e Survivor e fu un gran bel lavoro.  E poi parlano male degli umanisti!!!

Lascia un commento

* La casella di controllo GDPR è richiesta

*

I agree

CLOSE