Alla ricerca dei sogni

Mi sono resa conto che spesso non pensiamo al brullicare di noi umani. E’ come se volessimo guardare un panorama fissando il filo d’erba davanti ai nostri occhi. Ci sono mille storie, mille precarietà e incertezze, mille amori, mille le vite, mille assenze, mille dolori, mille preoccupazioni. Mille è il numero del tutto.
Non sappiamo cosa succede intorno a noi, come delle monadi guardiamo il nostro filo d’erba limitandoci a immaginare il panorama.
Vedendo un film di ken loach [bread & roses – c’è anche una casa editrice “il pane e le rose“] su un gruppo di lavoratori messicani in america che rivendica condizioni di lavoro migliori, ho pensato a quante di queste monadi esistono. Cosa sappiamo di quello che succede nei posti di lavoro, nelle comunità, nelle famiglie. Il filo d’erba è la fantasmagoria delle merci che ci ha trasformato in monadi. E’ la solitudine del cittadino globale di Zygmunt Bauman che viviamo tutti i giorni e dalla quale non sembra esserci emancipazione.
Perché non ci sono più i luoghi dove costruire il senso, dove raccontarsi e sentirsi meno soli, non sembrano esserci idee e ideali.
Con il web [aggiungo senza nessuna ironia, il meraviglioso web] siamo monadi, ma almeno con la consapevolezza di non essere soli. Magra consolazione. Ma nel quotidiano, nelle cose di tutti i giorni continuiamo ad essere soli. Soli di fronte ai mercanti [non ai mercati], al lavoro, alla burocrazia, alla malattia. Siamo animali sociali che un giorno hanno smesso di vivere la socialità. C’è il calcio, la tv, i cellulari, miss italia, le notti bianche, le suonerie …. Ma questo non è «socialità» a volte è una semplice evoluzione della barbarie.
Lo sappiamo, lo diciamo, lo dicono, ma stiamo ormai camminando nella decadenza. Abbiamo perso il senso e non sappiamo, o non abbiamo il coraggio, di unirci per ri-trovarlo insieme.
Abbiamo smesso di sognare e per questo non riusciamo nemmeno a vivere il nostro presente.
«È importante avere sogni precisi» dice Randy Pausch, il professore che ha scosso il mondo con la sua ultima lezione [ il video] .
Ultima perché sta per morire e paradossalmente ci insegna a vivere [“L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore“]

Questo articolo ha un commento

  1. Non so se sia sufficiente avere sogni precisi. I “sogni precisi” sicuramente restituiscono senso e rispondono ai bisogni del soggetto individuale.
    Probabilmente occorre recuperare la dimensione del sogno collettivo per recuperare socialità e prospettiva di futuro.

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